mercoledì 9 agosto 2017

Azienda agricola Macchioni: Tetracloroetilene e approvvigionamento dall'acquedotto civile



11/08/2017 ---> Tengo a precisare di aver ricevuto tramite facebook informazioni divergenti con quanto riportato nel ricorso e, di conseguenza, in questo articolo. L'Azienda Agricola Macchioni non si approvvigiona mediante "acquedotto civile", come riportato nel documento presentato al Tribunale Amministrativo dalla azienda stessa, ma utilizzerebbe la rete del Consorzio di Bonifica. E' possibile scaricare il ricorso utilizzando questo link o direttamente dall'Albo Pretorio del Comune di Montoro. 


L'Azienda Agricola Macchioni ha presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale - sezione di Salerno - contro la Provincia di Avellino e l'ARPAC per chiedere l'annullamento della nota n. 13180 del 15/03/2017 con la quale la Provincia di Avellino ha disposto che “la derivazione del pozzo della Azienda Agricola Macchioni è da intendersi sospesa, in attesa dell’attivazione della procedura ambientale prevista ovvero del rientro della contaminazione”.

L’azienda Agricola Macchioni è impegnata nel settore agroalimentare nel Comune di Montoro dove produce ortaggi con tracciabilità specifica; per irrigare i 20 ettari di terreno utilizza l'acqua di un pozzo di sua proprietà.
Nell’ambito del piano di monitoraggio delle falde, la Provincia di Avellino ha rilevato nel suddetto pozzo un’alterazione del parametro del “tetracloroetilene”, pari a 6,9 ug/L, e ha disposto la sospensione della derivazione.

Il valore limite stabilito dalla legislazione italiana sulle acque destinate al consumo umano è di 10 ug/L, valore inteso come sommatoria delle concentrazioni di tricloroetilene e tetracloroetilene. Il rilevamento delle analisi presso l’Azienda è dunque nei limiti dei parametri stabiliti dall’Istituto della Sanità. Inoltre, l’Azienda Macchioni si è prontamente attivata installando, a sue spese, un impianto di depurazione con i carboni attivi.

La provincia di Avellino non ha voluto sentire ragioni e non ha revocato la sospensione. I provvedimenti dell'ente provinciale hanno comportato un grave danno all'azienda di Montoro, la quale, stando alle informazioni raccolte, ha dovuto fare ricorso all’approvvigionamento attraverso l’acquedotto civile – con un costo di 20 € all’ora, ovvero circa € 150 al giorno.
Sempre in base alle informazioni raccolte, risulta che nel periodo estivo l’erogazione dall’acquedotto dovrebbe essere razionata o non più consentita, per far fronte alle esigenze idriche della popolazione civile.

Non conosco i dati dei prelievi idrici, ma è probabile che i disagi sofferti in questi ultimi mesi dalla popolazione di Montoro siano correlati proprio all'erogazione fornita all'azienda agricola mediante l'acquedotto civile.

Un caso simile a Montoro si è già verificato con l'azienda conserviera "Lina Brand". Nel maggio 2015 fu ritrovato il tetracloroetilene nei pozzi di proprietà dell'azienda e la Provincia di Avellino e il Comune di Montoro disposero la sospensione dell'emungimento dai pozzi contaminati.
La Lina Brand presentò ricorso; il Tar lo accolse e annullò i provvedimenti impugnati.
Secondo i giudici amministrativi l’emungimento, pur in presenza di un fenomeno di inquinamento per il superamento dei valori di concentrazione, può essere consentito; infatti la normativa dispone che “deve essere valutata la possibilità tecnica di utilizzazione delle acque emunte nei cicli produttivi in esercizio nel sito”.
Il provvedimento impugnato, dunque, risultò in contrasto con la normativa, tanto più che la ricorrente aveva già dato comunicazione all’Ente provinciale… di aver realizzato, a proprie spese, un impianto di filtrazione a carbone attivo granulare allegando relazione tecnica illustrativa. 

In sintesi, nonostante l'orientamento della giurisprudenza, la Provincia di Avellino continua ad inibire alle aziende, con provvedimento sempre di identico contenuto, gli emungimenti dai pozzi sotterranei obbligando di fatto le imprese a rifornirsi mediante l'acquedotto civile o a interrompere la produzione. Questa situazione porta poi alle continue sospensioni del servizio dovute ai forti assorbimenti idrici.


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