sabato 29 luglio 2017

Dilettanti allo sbaraglio: dopo 3 anni di disservizi arriva la soluzione richiesta più volte dai comitati





Alla fine si sono arresi!
L'emergenza idrica ha messo all'angolo la classe politica irpina e regionale e alla fine hanno dovuto adottare una soluzione: riattivare i pozzi di Montoro installando una batteria di filtri ai carboni attivi!

Questa soluzione è stata proposta a più riprese dal circolo SEL Montoro-Solofra e dai vari comitati ma purtroppo è stata sempre ignorata. Ora, a distanza di più di tre anni dall'emergenza tetracloroetilene, per risolvere la crisi strutturale (non idrica) dell'Alto Calore ricorrono ai filtri ai carboni attivi, dopo un lungo calvario, tra disservizi e disagi ai cittadini e attività economiche!!

Ecco alcuni passaggi dei vari comunicati del circolo locale di Sinistra Ecologia e Libertà:


Gennaio 2016:
"Intanto a due anni esatti dallo scoppio dell’emergenza P.C.E. il piano di caratterizzazione è ancora al palo ; il 31 dicembre è scaduto inutilmente il termine per l’utilizzo dei fondi europei 2007-2014, come era facile prevedere. A questo punto, quale forza politica responsabile, poniamo due domande: 1) il piano predisposto in tutta fretta dall’ATO Calore Irpino sarà riproposto o implementato , venute mene meno le ragioni di urgenza? 2) Non era più logico , come da noi proposto, utilizzare subito i fondi disponibili per un intervento di urgenza con installazione dei filtri a carboni attivi per l’emungimento dai pozzi così come previsto dalla vigente normativa per la bonifica dei siti contaminati da P.C.E. ?" 

Riporto di seguito il commento di Carmine De Maio della Filctem Cgil:
Da più di tre anni i cittadini del comprensorio solofrano-montorese sono costretti a fare i conti con i disagi provocati dall'emergenza tetracloroetilene. Una emergenza ulteriormente acuita dalla crisi idrica di questi mesi. La risposta da parte degli enti, amministrazioni comunali in testa, è stata del tutto inconsistente. Un solo dato: a più di tre anni dalla scoperta del tetracloroetilene in falda ancora non si è nemmeno partiti con il piano di caratterizzazione. Figuriamoci poi quanto si dovrà attendere per la bonifica. Rispetto poi ai pozzi Alto calore di Chiusa e S. Eustachio si parla di analisi per una loro possibile reimmissione nella rete idrica. Il problema non sono le analisi ma gli investimenti. Questi pozzi vanno dotati di filtri ai carboni attivi per abbattere la presenza di ogni traccia di tetracloroetilene. Altrove questa situazione è stata già adottata con successo e da tempo. Qui da noi si continua a ragionare dei massimi sistemi. 

Esemplare è il caso di Terni dove a distanza di un anno dal ritrovamento del tetracloroetilene nella falda acquifera hanno riaperto i pozzi. Un anno! Hanno risolto l'emergenza con un investimento di 300 mila euro, ovvero con l’installazione di due batterie di filtri di ultima generazione che assicurano la salubrità dell’acqua e la depurazione continua. Qui l'articolo del caso di Terni:  https://fabrizioguadagno.blogspot.it/2016/12/un-anno-per-risolvere-lemergenza.html 

In realtà la soluzione era nota a tutti, lo dimostra il summit del 9 aprile 2015 in Regione Campania.  Al tavolo di discussione parteciparono i primi cittadini di Solofra e Montoro, Michele Vignola e Mario Bianchino. Il presidente dell'Ato Giovanni Colucci e per la Regione Campania il dirigente del settore ambiente, il dottore Palmieri. La questione era appunto quella dei filtri ai carboni attivi. Un accorgimento che avrebbe consentito la messa in sicurezza e bonifica e che avrebbe portato alla riapertura dei punti di emungimento dei due comuni. Una soluzione avvalorata anche da una pronuncia del Tar pubblicata poco prima dell'incontro in Regione. 

Dal punto di vista operativo, Solofra e Montoro avrebbero dovuto dare mandato all'Ato per la predisposizione di un piano finalizzato all'installazione dei filtri a carboni attivi. (E' stato fatto?)
L'impiego dei carboni attivi sarebbe servito per rimettere in equilibrio il sistema. Per quanto riguarda Solofra, le acque dei pozzi di Consolazione ed Eustachio sarebbero state destinate all'utilizzo industriale. Per Montoro, invece, l'obiettivo era quello di aumentare la portata della rete a fini potabili. Il caso di Solofra richiedeva però uno step ulteriore; infatti mentre il pozzo di Chiusa a Montoro è stato chiuso con provvedimento commissariale, nella cittadina conciaria al provvedimento di chiusura emesso dal sindaco si è aggiunto quello della Procura. Per questo motivo, dunque, chi di dovere avrebbe dovuto chiedere il dissequestro dei pozzi prima di poter concretamente operare con il sistema a carboni attivi. 

Riguardo ai costi, la Regione Campania, avrebbe potuto utilizzare i fondi europei per la realizzazione del sistema a filtri. Ma a distanza di due anni, purtroppo, non è stato fatto nulla. Solo oggi, nel bel mezzo della "crisi idrica", con le spalle al muro, hanno rinnovato l'impegno a finanziare l'installazione dei filtri (750 mila euro per i pozzi di Montoro).

E' proprio il caso di dirlo, per i tanti dilettanti allo sbaraglio, sembra di assistere a una nota trasmissione televisiva, "La Corrida".


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