mercoledì 24 maggio 2017

Sequestro dell'impianto di depurazione di Solofra

 

 

Inottemperanza alle prescrizioni del decreto di autorizzazione alle emissioni in atmosfera e gettito di cose idonee a molestare le persone. 

Questi i reati contestati dal provvedimento cautelare reale emesso, su richiesta della Procura della Repubblica, dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Avellino, avente ad oggetto il sequestro preventivo dell'impianto regionale di depurazione delle acque reflue sito nel comune di Solofra e facente parte del complesso depurativo "Alto Sarno".

In base agli accertamenti delegati dalla Procura è stata accertata l'inottemperanza da parte del soggetto gestore alle prescrizioni stabilite dall'autorizzazione regionale che imponeva l'adozione di tuti gli accorgimenti atti a contenere le emissioni diffuse entro i valori limiti soglia predeterminati, nonché la mancata comunicazione agli organi preposti in materia delle risultanze agli adempimenti richiesti dalla Regione Campania.

In particolare, durante un sopralluogo presso il sito sono state accertate svariate criticità ed anomalie nell'impianto di depurazione relative all'assenza di un idoneo sistema di abbattimento delle esalazioni maleodoranti immesse direttamente in atmosfera ed all'esercizio dell'impianto in assenza di Autorizzazione Unica Ambientale.

Nell'adottare il provvedimento cautelare, si è tenuto conto della necessità di assicurare comunque il prosieguo delle attività di depurazione, consentendo la facoltà d'uso dell'impianto sequestrato, con onere per la società di gestione di provvedere ad acquisire le necessarie autorizzazioni di legge con adeguamento dell'impianto alle prescrizioni impartite.


 

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