martedì 23 maggio 2017

Questione Asi, interrogazione parlamentare di Carlo Sibilia (M5S) del 2013



Argomento clou della campagna elettorale solofrana è la "questione Asi", argomento che rimbalza da uno schieramento all'altro tra accuse e strappo delle vesti. Una sceneggiata che si ripresenta puntuale nelle ultime tornate elettorali. E se la Citta di Solofra si ritrova in questa impasse lo deve ai vari protagonisti di una stagione politica ormai stantia. A Solofra occorre una svolta che solo il MoVimento 5 Stelle potrà realizzare. 

Della variante al piano Asi di Solofra, Legge Sviluppo e cambi di destinazione in area industriale, se ne è occupato il Movimento 5 Stelle con un'interrogazione parlamentare indirizzata all'allora ministro dello Sviluppo economico, infrastrutture e dei trasporti Corrado Passera.
L’atto di sindacato ispettivo vede come primo firmatario l’esponente irpino del M5S Carlo Sibilia, e porta la firma di altri 34 parlamentari del M5S tra cui anche Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei Deputati, e Roberto Fico.

Quella dell'Asi è stata la prima interrogazione parlamentare di Carlo Sibilia (M5S), interrogazione che venne presentata grazie alla collaborazione degli attivisti solofrani del M5S e dei tecnici dell’Associazione T.e S.I. che all’esponente parlamentare del M5S offrirono il proprio contributo circa l’analisi storica sull’evoluzione normativa che disciplina i consorzi Asi. Ciò a dimostrazione di quanto sia importante la connessione diretta cittadini e i vari livelli istituzionali.
Di seguito il testo dell'interrogazione parlamentare del M5S.




"La città di Solofra è famosa in Italia e nel mondo per la concia della pelle, attività che da secoli caratterizza la vita economica e sociale dell'intero territorio e dei comuni limitrofi.

Il comune di Solofra occupa una superficie di 21,9 chilometri quadrati di cui a valle, ovvero superficie abitata 5,5 chilometri quadrati, di cui il 25 per cento è definito «zona industriale ASI» e nella quale sono stati realizzati nel corso degli anni oltre 250 immobili che occupano oltre 500.000,00 metri quadrati. Numeri importanti e rilevanti che fanno capire di come sia stato utilizzato il territorio.

Il tessuto industriale di Solofra sta subendo da diversi anni ormai, gli effetti della grave crisi economica globale, per cui gli imprenditori locali registrano una fortissima contrazione del volume di affari dell'area conciaria, da sempre comparto trainante della realtà economica solofrana.

Per combattere tale vasto fenomeno economico negativo, diversi imprenditori solofrani operanti nel settore conciario avvertono la necessità di differenziare il segmento merceologico di mercato nel quale impegnarsi con le proprie attività, e intendono reinvestire le proprie disponibilità economiche nell'azienda, riconvertendo gli opifici in attività diverse dalla concia.

Il comune di Solofra ha aderito al consorzio per l'area di sviluppo industriale (ASI) della provincia di Avellino, approvandone, tra l'altro, lo statuto consortile, con delibera del consiglio comunale n. 25 del 2000, nella sua ultima edizione.
L'area industriale di Solofra ricade nella zona D1 – zona ASI del piano regolatore generale, adottato con delibera n. 393 del 21 giugno 1989, approvato con DS n. 190 del 25 ottobre 1994.

L'articolo 39 del piano regolatore generale cita:
«D1 – zona ASI. Tali zone sono comprese nel perimetro ASI e per esse sono da intendersi prescrittive tutte le norme tecniche di attuazione, le integrazioni alle stesse e relative modalità di attuazione emanate dall'ASI. A tali norme pertanto viene fatto riferimento per quanto attiene alle modalità di attuazione del piano regolatore generale. Anche per quanto riguarda i grafici per eventuali discordanze tra il presente piano regolatore generale ed il piano ASI hanno prevalenza i grafici di quest'ultimo».
La zona industriale del comune di Solofra è disciplinata quindi da un altro strumento urbanistico, il piano regolatore territoriale del nucleo di sviluppo industriale della provincia di Avellino, approvato con DPGR n. 721 del 28 maggio 1974, le cui norme di attuazione sono state variate in parte nel lontano 19 febbraio del 1988, con adozione da parte del comitato direttivo del consorzio e successivamente adottate il 15 settembre 1994 e approvate con DPGR della regione Campania n. 8844 del 29 settembre 199.

Tale strumento urbanistico, di livello superiore al piano regolatore generale è uno strumento urbanistico a tutti gli effetti così come disciplinato anche dall'articolo 18, comma 9, della legge regionale della Campania n. 16 del 2004 e successive modificazioni e integrazioni «norme sul governo del territorio» pubblicata sul BURC il 10 gennaio 2011, n. 2.

Già nella relazione al piano regolatore territoriale del nucleo industriale di Avellino – variante dell'agglomerato di Pianodardine: zona di espansione Solofra, redatta dal professor architetto Marcello Angrisani e professor ingegner Renato Di Martino, era stata proposta la diversicazione delle attività, per evitare, nel caso di un eventuale crisi del settore delle pelli, che questa avesse potuto colpire la maggioranza degli abitanti di Solofra.

La deliberazione n. 2010/6/209 del comitato direttivo dello stesso Consorzio ASI della provincia di Avellino che ha posto in essere ogni e qualsiasi atto finalizzato all'approvazione della variante al piano regolatore territoriale adottato nella seduta del 25 luglio 2007 e addirittura precisando che qualora l'approvazione di detto piano regolatore territoriale (che a distanza di altri tre anni non è mai avvenuta) dovesse protrarsi nel tempo, gli uffici consortili provvederanno a formulare una variante-stralcio dello stesso nella parte che riguarda l'agglomerato industriale di Solofra ed in particolare i problemi messi in evidenza dallo stesso comune di Solofra, ovvero cambio di destinazione d'uso e frazionamenti.
Lo stesso consorzio ASI, nella variante al piano regolatore territoriale, adottata nella seduta del 25 luglio 2007 con deliberazione n. 2007/2/5, al titolo IV, norme specifiche di agglomerato, articolo 29, agglomerato industriale di Solofra, introduceva la possibilità di consentire il frazionamento degli opifici.

L'ASI quale ente di diritto pubblico-economico, secondo quanto stabilito all'articolo 3 del citato statuto, ed in conformità all'articolo 4 della legge della regione Campania 13 agosto 1998, n. 16 «... promuove, nell'ambito degli aggiornamenti industriali, delle aree, delle zone e dei nuclei di sviluppo industriale attrezzati... le condizioni necessarie per la creazione e lo sviluppo delle attività imprenditoriali nei settori dell'industria e dei servizi alle imprese».
A tal fine, il consorzio ASI, redige, tra gli altri atti amministrativi, il piano regolatore territoriale di assetto ai sensi della citata legge della regione Campania n. 16 del 1998, per il corretto sviluppo delle aree industriali del territorio di competenza. In tal senso, l'ASI Avellino, esercita funzioni di pianificazione territoriale. In ogni caso, il comune di Solofra quale ente locale, è istituzionalmente impegnato nell'attivare ogni diversificato strumento operativo di promozione e gestione dello sviluppo economico e industriale, quale lo sportello unico per le attività produttive, modelli integrati di pianificazione territoriale e ambientale, anche allo scopo di agevolare il mantenimento dei livelli occupazionali e di scongiurare l'emergenza sociale conseguente alla disoccupazione.
Il consiglio comunale di Solofra, nella seduta numero 8 del 15 febbraio 2013, ha deliberato di impegnare il comune di Solofra, e, per tutti gli organi di questo ente locale, sia quelli elettivi collegiali, quali il consiglio comunale, sia quelli burocratici, affinché, ciascuno per quanto di rispettiva competenza, ponga in essere ogni azione ed adotti ogni provvedimento perché trovi concreta attuazione il ricorso agli strumenti di cui all'articolo 5, comma 13, lettera a) n. 106 del 12 luglio 2011, per realizzare la deroga agli strumenti urbanistici, con la modalità di cui all'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, purché di destinazioni tra loro compatibili complementari, in favore di tutti i soggetti interessati al cambio di destinazione d'uso nell'area industriale di Solofra, nonché alla suddivisione degli immobili in più unità il tutto nel rispetto degli standard urbanistici previsti dal piano regolatore territoriale in zona ASI e, altresì, di assumere ogni necessario impulso, in riferimento alle istanze già presentate, in tal senso al comune di Solofra, e di dare corso alla loro valutazione, secondo la legge n. 106 del 2011 «e con le modalità di cui all'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n. 380». 

Occorre tener conto di quanto previsto dall'articolo 14 (L) comma 1), del decreto del Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380, «Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia».
L'articolo 5, comma 13), lettera a) del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, prevede la deroga agli strumenti urbanistici ai sensi dell'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, anche per il mutamento della destinazione d'uso (ferma restando, la destinazione d'uso residenziale onde evitare di «tirare la volata» alla speculazione edilizia), purché di destinazioni tra loro compatibili o complementari.

Sarebbe opportuno che il consorzio ASI di Avellino predisponesse una variante al citato piano regolatore territoriale ASI, strumento urbanistico ormai non più al passo con i tempi e con le richieste imprenditoriali, rendendolo più adeguato alle esigenze di innovazione del tessuto produttivo (green economy, eco design, bioedilizia, servizi sociali, servizi turistici, riassetto idrogeologico ed altro) che necessitano della produzione di beni e servizi.

Se il Governo sia a conoscenza di quanto sopra e se non ritenga di assumere iniziative normative per rendere più agevole il ricorso agli strumenti di cui all'articolo 5, comma 13, lettera a), della legge n. 106 del 12 luglio 2011 per realizzare la deroga agli strumenti urbanistici, con le modalità di cui all'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, purché per destinazioni tra loro compatibili o complementari, in favore di tutti i soggetti che ne hanno facoltà inclusi gli interessati al cambio di destinazione d'uso nell'area industriale di Solofra." 

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