MONTORO-SOLOFRA: VUOTO CULTURALE E POLITICO



A tre anni dall'emergenza tetracloroetilene è stato approvato il piano di caratterizzazione abbozzato in fretta e furia dall'Ato Calore Irpino. Le perplessità sono tante! Poteva essere migliorato o quantomeno rivisto in considerazione del tempo trascorso e del propagarsi della contaminazione? Non si rischia di sprecare inutilmente risorse senza ottenere nemmeno un risultato soddisfacente? 
E per quanto riguarda gli sversamenti abusivi nel torrente Solofrana? In attesa di qualche brigata dell'Esercito italiano, quali sono le soluzioni messe sul tavolo dalla politica?

Ripropongo una nota del circolo SEL Mmontoro-Solofra datata 8 gennaio 2016; una fotografia del vuoto politico dell'area Solofra-Montoro, ancora attuale:


"Il coordinamento dell’azione amministrativa e programmatica tra i comuni di Montoro e Solofra, annunciato in pompa magna nel consiglio comunale congiunto del 6 marzo 2015, almeno per il momento rimane nel cassetto dei buoni propositi.

La prova? L’Area Vasta. Al Protocollo d’intesa ha aderito il comune di Montoro ma non di Solofra. Montoro rivendica l’utilità di un’intesa che dovrebbe portare intorno all’area urbana di Avellino una proficua rete di interventi con il supporto finanziario dei fondi comunitari, Solofra guarda a Salerno e alla Valle dell’Irno come sbocco naturale delle politiche di sviluppo del comprensorio. 
E’ lecito avere qualche dubbio sulla reale efficacia di uno strumento quale l’Area Vasta, quanto meno sulla scorta di simili e non felici esperienze precedenti, come la tanto decantata programmazione negoziata (chi si ricorda dei Patti territoriali, Contratti d’Area ecc.?), d’altro canto troppe volte abbiamo ascoltato gli amministratori locali sulle potenzialità legate, tanto per dirne due, alla vicinanza con il porto di Salerno e l’Ateneo di Fisciano, ma dopo le parole fatti se ne sono visti pochi.

Intanto a due anni esatti dallo scoppio dell’emergenza P.C.E. il piano di caratterizzazione è ancora al palo; il 31 dicembre è scaduto inutilmente il termine per l’utilizzo dei fondi europei 2007-2014, come era facile prevedere. 
A questo punto, quale forza politica responsabile, poniamo due domande: 

  1. Il piano predisposto in tutta fretta dall’ATO Calore Irpino sarà riproposto o implementato, venute mene meno le ragioni di urgenza? 
  2. Non era più logico, come da noi proposto, utilizzare subito i fondi disponibili per un intervento di urgenza con installazione dei filtri a carboni attivi per l’emungimento dai pozzi così come previsto dalla vigente normativa per la bonifica dei siti contaminati da P.C.E.? 
Intanto non sappiamo se l’agente inquinante stia insinuandosi ulteriormente nelle falde sotterranee. Ad aggravare il quadro continuano indisturbati gli sversamenti abusivi nella Solofrana (una vergogna senza fine; ma il segretario P.D. di Solofra dove vive?) e, anche a Montoro, non mancano i micro inquinamenti “privati” di abitazioni ed esercizi non allacciati alla rete fognaria che scaricano le acque nere dove capita, magari muniti di regolare agibilità grazie alla mediazione di qualche assessore o consigliere che poi passa al lauto incasso elettorale alla prima scadenza utile!


Eppure Solofra e Montoro sono nello stesso Distretto Industriale, ma con la prima che è in ambito A.S.I. la seconda con una propria zona P.I.P. anzi due, di cui una a ridosso del polo conciario.
Anche sulla nuova legge regionale sul servizio idrico integrato emanata dalla Giunta De Luca, più in continuità che in rottura con il progetto Caldoro, molti politici locali stentano a predisporre una linea d’azione politica comune, mentre non sembrano vedere il rischio che le lobbies private mettano le mani sulla gestione pubblica dell’acqua, in spregio a quanto rivendicato dai milioni di italiani nel referendum del 2011.

Sono solo alcuni dei tanti nodi politici e strategici da sciogliere, su cui si dovrebbe sviluppare un confronto aperto, approfondito, con la partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti; ma esiste uno spazio politico per questo? Con quali interlocutori si potrebbe aprire una dialettica costruttiva? Con un P.D. inesistente sul territorio e dilaniato a livello provinciale da una guerra permanente tra bande?
Noi siamo molto critici sia verso il tronfio unanimismo di facciata dell’amministrazione montorese che l’isolazionismo orgoglioso di quella solofrana. Sono entrambi atteggiamenti che nascondono debolezza politica e deficienza programmatica. Qualche foto in meno e qualche discussione in più non guasterebbero!

Sinistra Ecologia Libertà le sue proposte le ha avanzate, anche in occasione del consiglio comunale congiunto; le riteniamo ancora valide (tra le altre: censimento di attività produttive, pozzi industriali e privati, ripensamento sulla classificazione dei siti da bonificare, monitoraggio approfondito di acqua, suolo ed aria, marchio di eco-compatibilità dei pellami), mettendole a disposizione umilmente , ma con decisione, per chiunque voglia colmare il vuoto politico che vediamo ogni giorno allargarsi a macchia d’olio. 

Sarà questo il compito che ci attende se vogliamo costruire una Sinistra utile a Montoro e Solofra che comporterà un lavoro paziente per ritrovare le ragioni dello stare insieme , non solo quando le convenienze elettorali del momento lo richiedono."

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